I Custodi della Memoria – La prima volta di Roberto Franchitti a Roma
Inaugurazione della mostra sabato 11 ottobre ore 18.30
Roma, 1° ottobre 2025 | Un luogo in bilico tra galleria d’arte e salotto culturale, la Galleria Apollina del Circolo dei Viaggiatori, nel cuore del quartiere Parioli di Roma, dall’11 ottobre al 18 ottobre sarà abitato dalle sculture senza tempo di Roberto FRANCHITTI, scultore e architetto che dà forma all’informe, figlio di un Molise spesso, e a torto, dimenticato.
La mostr
a, dal titolo “I custodi della memoria”, promossa e sostenuta dall’Associazione culturale “Cultura è libertà”, è curata da Gina Ingrassia e organizzata da Inmagina con la collaborazione di Strati d’Arte.
Franchitti espone per la prima volta nella Capitale. Circa venti i pezzi presentati, alcuni molti grandi, alcuni abbinati a brani poetici o letterari, disseminati lungo il percorso espositivo esterno e interno e uniti da un filo narrativo che ripercorre l’attività scultorea di un’artista che si muove con agilità ed eleganza tra identità, memoria, radice, trasformazione. Sono opere concrete, solide, dense, talvolta monolitiche altre volte effimere e sfuggenti, che si muovono con grazia a indagare dimensioni dello spirito e dell’esistenza, sfiorano il mito, si vestono di atemporalità, si soffermano sui grandi interrogativi etici senza concedersi a banali o presuntuose soluzioni, cavalcano la storia, tessono relazioni con la società e la sua evoluzione e involuzione.
Potente il tema della metamorfosi e della trasformazione che attraversa tutta l’opera di Franchitti, evidente già a partire dall’utilizzo dei materiali che sono sempre di recupero (pelli, ferri arrugginiti, radici cortecce e legni…) non solo riportati a nuova vita, ma assunti nella categoria dell’Arte. Il tema della trasformazione torna poi anche a livello concettuale, sintetizzato (e in qualche modo sublimato) nella bellissima opera dedicata a Perseo/Medusa il cui significato profondo viene restituito in maniera multisensoriale: scultura, musica e letteratura si fondono in un dialogo suggestivo. La scultura si veste infatti del suono angelico di un’arpa, attraverso le abili dita del Maestro Gian Mario Conti, mentre la voce della curatrice, Gina Ingrassia, tesse storie classiche di metamorfosi e rinascita.
“Entrando nello spazio della mostra – avverte Gina Ingrassia – il tempo si sospende, invitandoci a perderci in una dimensione a metà tra l’onirico e il fiabesco, dove il suono di mille voci tesse storie di carmi antichi. Le sculture esposte chiedono di essere ascoltate, testimoni di un mondo lontano dalle voci avvolgenti di sirene. Nelle sculture di Roberto Franchitti si mescolano culture e mondi, collettivi e immaginari. L’artista ammalia e sorprende, affascina e seduce. È tutto e il contrario di tutto, logica e contraddizione, il nero che diviene bianco, Oriente e Occidente, il nulla e il tutto, sussurro che grida, la vita e la morte”.
In un luogo a metà tra galleria d’arte e salotto culturale, lo spazio Apollina del Circolo dei Viaggiatori, nel cuore del quartiere Parioli di Roma, dall’11 (inaugurazione a ingresso libero alle 18.30) fino al 18 ottobre, si animano le sculture senza tempo di Roberto Franchitti, scultore e architetto che dà forma all’informe, figlio di un Molise spesso a torto dimenticato.La mostra dal titolo “I custodi della memoria”, promossa e sostenuta dall’Associazione culturale “Cultura è libertà”, è curata da Gina Ingrassia.Pezzi di legno, radici, metallo dai bordi arrugginiti, plastiche e materiali di risulta, stoffe e brandelli di pelle compongono poesie visive che sotto le sue abili mani divengono dense e suggestive.
Un guerriero Sannita, realizzato con elementi elettrici e d’informatica, plastica, polistirolo e spighe, tra le opere più belle della mostra e immagine guida della stessa, custodisce le lontane memorie e l’identità di un popolo forte e valoroso e diviene custode di quelli identità talvolta negata che si sottrae al trascorrere del tempo intonando un malinconico canto in cui abita il presente: la sua lancia sia pronta a partire, a portare conoscenza, schiacciare l’ignoranza.Entrando nello spazio della mostra il tempo si sospende invitandoci a perderci in una dimensione a metà tra l’onirico e il fiabesco, dove il suono di mille voci tesse storie di carmi antichi. Le sculture esposte, quasi venti, chiedono di essere ascoltate, testimoni di un mondo lontano dalle voci avvolgenti di sirene.Nelle sculture di Roberto Franchitti si mescolano culture e mondi, collettivi e immaginari.
L’artista ammalia e sorprende, affascina e seduce.
E’ tutto e il contrario di tutto, logica e contraddizione, il nero che diviene bianco, Oriente e Occidente, il nulla e il tutto, sussurro che grida, la vita e la morte. Un Perseo-Medusa ci restituisce un mondo (il nostro) di visioni illusorie, di riflessi e riflessioni, ci sospinge, incoraggia voli pindarici e ci guida verso sorprendenti approdi.Franchitti non è solo un bardo che narra di storie lontane, Franchitti è un serissimo giocoliere, un abile e sornione prestigiatore, che vela, che svela e rivela attraverso illusione e magia il ludico immaginario di un tempo perduto ma sempre in agguato.I giochi di specchi, i caleidoscopici mosaici di significati ci portano a riflettere su cosa siamo, su cosa abbiamo fatto del mondo e della nostra terra, ci spingono alla riflessione quegli specchi talvolta deformanti che riflettono sempre e comunque noi stessi.
L’atmosfera appositamente decadente dello spazio espositivo crea il contesto perfetto per una dimensione fiabesca da castello incantato. Qui è possibile anche sbirciare tra le carte “segrete”, le bozze, gli schizzi, gli appunti, i taccuini, le idee (che leggere vibrano sospese) che hanno preceduto e guidato nella realizzazione dell’opera, che ne sono parte integrante e di grande interesse. Passeggiando nel piccolo giardino esterno si gode di apparizioni fugaci che “fioriscono” tra gli alberi e il “quel che resta” delle spoglie di antichi fasti.Sta a noi dargli vita appoggiandovi lo sguardo, lasciandoci rapire. E allora silenzio, ascoltiamo, e che il viaggio cominci, inizi l’avventura, inizi la trasformazione! Perchè l’arte ha questo di speciale: risveglia, cambia, modifica. Il punto di vista e lo sguardo.
Chiude l’esperienza il suono angelico di un’arpa, che si sostanzia la sera dell’inaugurazione attraverso le abili dita del Maestro Gian Mario Conti mentre la voce della curatrice, Gina Ingrassia, tesse storie classiche di metamorfosi e trasformazione.
Gina Ingrassia
La mostra è promossa e sostenuta dall’Associazione Culturale Cultura è libertà
Mostra I Custodi della Memoria
Opere di Roberto Franchitti
A cura di Gina Ingrassia
Organizzazione Inmagina con la collaborazione di Strati d’Arte
Dove Roma, Galleria Apollina – Via Antonio Bertoloni 45
Quando Inaugurazione sabato 11 ottobre ore 18.30 – Ingresso libero
Info Apertura al pubblico su appuntamento fino a sabato18 ottobre
Per appuntamenti e informazioni info@inmagina.it – gina.ingrassia@libero.it





